La Società: è
I Soci sono i Comuni che hanno l'intento
di risanare e mantenere lo stato dei torrenti
Arno, Rile e Tenore che li attraversano
e li costeggiano.
La
depurazione in Italia
La depurazione
in Provincia di Varese
Le principali
fonti di inquinamento
Lo
stato dell'acqua in Provincia di Varese
Consumo
d'acqua in Provincia di Varese
Depurazione
in Italia:
I primi anni settanta sono stati in Italia gli anni in cui
cominciò ad affermarsi una nuova sensibilità per i
problemi ecologici. L'esigenza di salvaguardare il
patrimonio naturale e, soprattutto, di migliorare la
qualità della vita nelle città, nei luoghi di lavoro e più
in generale in tutti gli ambiti del vivere quotidiano
crearono un nuovo "bisogno" che necessitava di
adeguati riferimenti normativi. L'attenzione si
focalizzò innanzitutto sui molti problemi di
inquinamento (dell'aria, dell'acqua, de suolo)
che lo sviluppo industriale dei due
decenni precedenti aveva provocato direttamente,
attraverso le attività produttive, e indirettamente,
con la crescita urbana soprattutto nel Nord del paese.
Tra questi problemi di inquinamento,
particolarmente grave apparve subito quello
delle risorse idriche; almeno implicitamente,
cominciò a farsi strada la consapevolezza,
del tutto nuova, che l'acqua è una risorsa
naturale "finita", la cui disponibilità non è
illimitata. Non a caso, quindi, una delle
prime risposte fornite dai legislatori sul fronte
normativo fu quella di un provvedimento "globale",
una legge delle Stato "per la tutela delle acque
dall'inquinamento".
La legge in questione è la Legge Merli.
Un'indagine Istat, condotta nel 1993 ma resa
nota solo in questi giorni, ha 'fotografato' la realtà
italiana per quanto riguarda la depurazione delle
acque reflue urbane. Secondo i dati raccolti, si
aggirerebbe attorno al 70% la percentuale
di italiani servita da impianti per il trattamento
degli scarichi idrici, con grandi differenze, però,
tra Nord e Sud del Paese. A guidare la classifica
per regioni, relativamente al numero di impianti
esistenti, sono il Piemonte (1.577) e l'Emilia
Romagna (1.148) che da sole raggiungono quasi
il numero di depuratori installati in tutto il centro-sud
(2.930). Oltre 1.200 sono invece gli impianti
realizzati ma non funzionanti su tutto il
territorio nazionale, con Calabria e Basilicata
che si dividono un singolare 'primato': metà
dei loro depuratori sono fermi. Per il futuro,
che in alcuni casi sarà sicuramente già divenuto
presente, l'analisi condotta
dall'Istat nel 1993 indicava in 1.412 gli impianti
di imminente realizzazione, progettati per
soddisfare le esigenze di circa 15 milioni di
abitanti equivalenti.
Anche per i depuratori in via di costruzione era il
Piemonte la regione all'avanguardia, con 237
strutture da realizzare.
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Grafico
delle percentuali di territorio nazionale
già servito da impianti di depurazione
Uno
degli impianti di depurazione
attivi sul territorio nazionale
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